Ven 4 Aprile, 2025

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Sfide spaziali del 2019: come conquisteremo le stelle il prossimo anno?

Il 2018 è stato un anno incredibile per la conquista dello spazio. Dal lancio dei nuovi vettori di SpaceX all’esplorazione di Marte passando per i misteri di Oumuamua, sono stati diversi i momenti che hanno segnato questa annata ‘spaziale’, facendoci trattenere il fiato e avvicinando sempre più la fantasia fantascientifica alla realtà, con qualche rara eccezione terrapiattista. Ma l’umanità è ancora all’inizio del suo percorso tra le stelle, e le sfide spaziali del 2019 saranno un nuovo, importante banco di prova per l’esplorazione umana del cosmo.

Ecco quali sono le più intessanti sfide spaziali del 2019!

Ecco quali sono gli appuntamenti più importanti:

Incontri ravvicinati nello spazio

sfide spaziali del 2019 ultima thule

Le sfide spaziali del 2019 inizieranno in grande stile, quando New Horizons entrerà in contatto con Ultima Thule, un misterioso oggetto sito nella Cintura di Kuiper. Questo rendez vouz avverrà a ben 6.5 miliardi di chilometri dal Sole. Il 1 gennaio 2019. alle 12:23 A.M EST, New Horizons passerà in prossimità di Ultima Thule alla velocità di 50.700 km/h, scattando quante più foto possibili, ad una risoluzione di 30×70 metri per pixel.

Si tratta di un punto epocale dell’esplorazione dello spazio. Ultima Thule, noto scientificamente come 2014MU69, sarà oggetto del primo volo ravvicinato tra una sonda terrestre ed un corpo della Cintura di Kuiper. Durante questo approccio, scopriremo se Ultima Thule sia uno sistema binario ravvicinato, un sistema binario di contatto (in cui due oggetti si toccano) o qualcosa di completamente diverso. Ad oggi sappiamo che ha un diametro di 30 km ed una forma irregolare.

Utilizzando tutti i suoi strumenti, New Horizons mapperà anche la superficie del corpo celeste, studiandone la geologia per scoprirne l’origine e la sua conformazione, misurandone anche la temperatura di superficie e cercando segni di attività simili a quelle di una cometa (come ghiaccio disciolto).

La (ri)conquista della Luna

Dopo anni, anche la Luna torna ad essere una delle sfide spaziali del 2019, con almeno due nuovi rover lunari.

Ad aprire le danze dovrebbe esser il rover cinese Chang’e 4, che ha lasciato il nostro pianeta lo scorso 8 dicembre, e che, nelle previsioni, dovrebbe arrivare a destinazione il prossimo 3 gennaio, se non prima. Il punto di atterraggio prescelto è un cratere, il Von Kàrmàn, del diametro di circa 180 km e sito nell’emisfero meridionale. Data la posizione, il rover cinese comunicherà con la Terra  attraverso un ponte radio con il satellite cinese Queqiao, lanciato a marzo 2018. Secondo i piani del Bureau Nazionale della Difese per la Scienza e la Tecnologia Cinese, la missione dovrebbe contemplare il primo atterraggio ‘morbido’ sul suolo lunare, seguito da un’esplorazione del lato meno conosciuto del nostro satellite. Il lander e il rover misureranno la temperatura lunare, analizzeranno polvere e rocce, studiando i raggi cosmici. Verrà anche fatta una valutazione della regione, nella speranza si riveli adatta all’attività tecnologica umana per la costruzione di radio-telescopio per l’esplorazione dello spazio profondo. La missione cinese dovrebbe durare 3 mesi.

sfide spaziali del 2019 chiang'e

Durante la seconda parte del 2019 toccherà all’India raggiungere la Luna, che all’interno della missione GSLV-F10/Chandrayaan-2 dell’Organizzazione Indiana per la Ricerca Spaziale. Un piccolo rover dovrebbe esplorare un sito allunaggio vicino al polo sud del satellite, esplorare la superficie lunare trasmettendo i risultati sulla Terra. Al centro della missione ci sarà la raccolta di informazioni scientifiche riguardo la topografia della Luna, i minerali e la particolare atmosfera del nostro satellite, senza trascurare la ricerca di segni della presenza di acqua.

Il Giappone alla scoperta di Ryugu!

Anche il Sol Levante avrà un ruolo nelle sfide spaziali del 2019. La sonda nipponica Hayabusa 2, a fine gennaio, dovrebbe riuscire a prelevare dei campioni dall’asteroide Ryugu. JAXA sta ancora cercando di trovare un punto di atterraggio sicuro, visto che su questo asteroide le zone pianeggianti sembrano davvero rare. A dicembre 2019, la sonda raccoglierà gli ultimi campioni prima di iniziare il suo viaggio di ritorno. Se tutto filerà liscio, sarebbe il primo caso di una sonda che riesce a raccogliere campioni da un asteroide e riportarli sulla Terra per studiarli!

Test di volo commerciali con equipaggio

sfide spaziali del 2019 blue originAd aprile 2019 il contratto tra NASA e Russia giungerà a termine, e l’agenzia spaziale americana dovrà trovare un nuovo sistema per portare in orbita i propri astronauti. Il settore privato sembra essere un’ottima alternativa, e una delle sfide spaziali del 2019 più attese è il ritorno degli Stati Uniti all’autonomia per poter raggiunge la Stazione Spaziale Internazionale. Con la chiusura del programma Space Shuttle, gli U.S.A. avevano, infatti, iniziato ad avvalersi dei vettori russi come mezzo di trasporto spaziale.

Il prossimo 17 gennaio, SpaceX, in collaborazione con il programma di equipaggi commerciali della NASA, lancerà un Crew Dragon privo di equipaggio utilizzando un vettore Falcon 9, rotta la ISS. Se questo primo test avrà successo, è prevista una missione con equipaggio per il 18 giugno, a cui prenderanno parte gli astronauti Doug Hurley e Bob Behnken.

A marzo toccherà alla Boeing, che attraverso l’uso di un razzo United Launch Alliance Atlas 5 invierà alla ISS il suo primo CST-100 Starliner, anche se priva di equipaggio. Anche in questo caso è già previsto un successivo test con astronauti, a cui prenderanno parte Chris Ferguson (per Boeing) ed una rappresentanza della NASA, Eric Boe e Nicole Mann. Stando a quando detto dalla NASA, questa missione dovrebbe avvenire ad agosto 2019.

Anche Blue Origin, la compagnia di Jeff Bezos, dovrebbe partecipare a queste sfide spaziali del 2019, testando il suo veicolo suborbitale New Shepard.

Opportunity, sei ancora là fuori?

Il rover Opportunity è diventato silenzioso lo scorso 10 giugno, quando una gigantesca tempesta di polvere ha costretto la sonda ad entrare in un modalità di iberanzione dalla quale non pare esser in grado di riprendersi. Il controllo missione della NASA è rimasto in ascolto costante, ricorrendo ad ogni frequenza e tempistica del Deep Space Network (DNS) Radio Science Receiver, ma senza successo. La NASA continuerà a sperare nelle prossime settimane e mesi, ma se Opportuniy non darà segni di vita, il controllo missione potrebbe esser costretto a decretare la fine di questa missione dalla durata di 15 anni!

Viaggio al centro di Marte

Nonostante la brutta notizia di Opportunity, il pianeta rosso rimane al centro delle sfide spaziali del 2019. La sonda Curiosity è ancora operativa, ma non dimentichiamo che la NASA ha anche InSight sul pianeta, atterrato lo scorso novemre. La sonda stazionaria dovrebbe iniziare delle trivellazioni della superficie marziano tra fine gennaio e i primi di febbraio 2019. Entro fine gennaio, il team di Insight dovrebbe terminare la predisposizione dei sismografi per monitorare i martemoti. Nello stesso periodo, tramite un braccio robotico, la sonda dovrebbe piazzare un rilevatore di calore. Questa missione ha lo scopo di darci nuove risposte in merito alla formazione e alla geologia interna di Marte. A tal fine, InSight userà i propri strumenti per misurare l’attività sismica, la temperatura e la pressione dell’aria.

Paparazzi spaziali

Tra le sfide spaziali del 2019 potrebbe esserci al raccolta di nuove, suggestive fotografie dell’universo.

La sonda della NASA Juno ha in previsione ulteriori perigiovi, ossia approcci che la portino ad esser il più vicino possibile al centro di Giove. Il diciottesimo di questi passaggi avverrà il prossimo 17 febbraio, con il successivo il 6 aprile. Juno ha già fornito delle incredibili immagini della coltre di nubi degli strati superiori dell’atmosfera di Giove, ma ora la sonda si avvicinerà ancora di più al gigante gassoso e possiamo aspettarci degli scatti ancora più emozionanti.

sfide spaziali del 2019 nuovle giove

Anche il Parker Solar Probe compirà un nuovo, fatale passo nella sua missione esplorativa, con l’obiettivo finale di posar piede nientemeno che sul Sole! Il suo sencod e terzo perielio (i punti in cui sara il più vicino possibile al Sole durante la sua orbita) avverranno il 4 aprile e il 1° settembre. Lo scorso 26 dicembre, il PArker Solar Probe ha ricevuto il suo secondo assetto gravitazionale da Venere. Questi passaggi ravvicinati alla nostra stella serviranno a raccogliere nuovi dati sul Sole, come la natura della sua corona e la sua capacità di creare le tempeste solari.

50 anni per l’Apollo 11

sfide spaziali del 2019 apollo

Il 16 luglio 1969 l’Apollo 11 lasciava il suolo terrestre per portare sulla Luna i primi astronauti. Prevedibile quindi che questi cinquant’anni saranno commemorati in modo adeguato. Sono già stati organizzati eventi che celebrino questa pietra miliare nella storia dell’esplorazione spaziale, tra cui l’Apollopalooza 2019 (presso il Rockies Air and Space Museum di Denver), l’Apollo Celebration Gala al Kennedy Space Center e il Summer Moon Festival di Wapakoneta (Ohio).  Il 24 luglio 2019 verranno inoltre rilasciate dalla zecca di Stato americano della monete celebrative che onorino i cinquant’anni di questa storica missione

Il lancio di CHEOPS

L’ESA (European Space Agency) ha pianificato, tra ottobre e novembre 2019, il lancio del telescopio spaziale CHEOPS. Una volta in orbita, CHEOPS darà la caccia ai pianeta extra-solari, con particolare attenzione a quelli di dimensione compresa tra la Terra e Nettuno. A portare CHEOPsSin orbita sarà un razzo Soyuz, che posizionerà il telescopio a circo 700 chilometri dal suolo terrestre. La missione di CHEOPS si svolgerà attraverso l’utilizzo del rodato metodo di rilevazione per transito, utilizzando la scansione delle stelle per rilevare exopianeti che passino davanti a loro. Sicuramente una delle più affascinanti sfide spaziali del 2019, che dovrebbe far sospirare gli addetti ai lavori, che hanno atteso questo lancio dal 2015!

Lo spazio per tutti

Anche chi rimane coi piedi ben saldi a terra potrà vivere, in scala ridotta, le sfide spaziali del 2019, grazie ad alcuni fenomeni astronomici godibili anche dalla nostra cara, vecchia Terra.

Si comincia con un’eclissi lunare totale il 21 gennaio, che sarà visibile in modo nitido dal Nord America, Sud America, dalla fascia più ad est del Pacifico, dalla fascia più ad ovest dell’Atlantico e da ristrette parti di Europa ed Africa. Altra eclissi totale, ma questa volta solare, potrà esser vista il 2 luglio dal sud Pacifico, Cile centrale e centro Argentina. Saranno ben tre le superlune (ossia quando il nostro satellite è particolarmente prossimo alla Terra) nel 2019: 21 gennaio, 19 febbraio e 21 marzo.

Il 10 giugno sarà protagonista Giove, che si troverà in opposizione, ovvero nella sua massima vicinanza alla Terra, risultando grande e luminoso. Il 27 ottobre toccherà invece a Urano.

Mercurio avrà il suo giorno di gloria l’11 novmebre, quando sarà protagonista in un raro transito attraverso il Sole, un evento che non accadrà nuovamente sino al 2039. Se avete un telescopio, applicando un apposito filtro , potreste vedere il nero disco di Mercurio muoversi, in contrasto, sulla splendente superficie lunare. Sarà un evento che potranno godersi gli abitanti di Nord America, Messico, Centro America, Sud America, Africa, Medio Oriente e alcune zone dell’Europa