Mer 16 Aprile, 2025

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John Wick 4: la recensione del nuovo capitolo della saga

Qualcuno potrebbe obbiettare che vedere un tizio menare gente per quasi tre ore può essere definito soltanto come un puro esercizio di stile, ma quel qualcuno non ha ancora visto John Wick 4.

Uscito nelle sale italiane il 23 marzo, un giorno prima che nelle sale USA, il quarto capitolo della saga con protagonista Keanu Reeves vede il ritorno alla regia dell’ex stuntman Chad Stahelski, dietro la macchina da presa di tutti e quattro i capitoli. Ora, è arrivato il momento di tirare le somme sul franchise e dare un giudizio sull’ultimo (per il momento) capitolo della saga, nella nostra recensione di John Wick 4.

Dove eravamo rimasti

Partendo dalla fine di John Wick 3: Parabellum, e preso atto che anche cadendo dal quarto piano e rimbalzando contro i palazzi e poi sul cemento, la cosa peggiore che possa capitare è un leggero mal di schiena, John Wick 4, stavolta senza sottotitolo, ha la sua carta vincente nelle coreografie dei combattimenti corpo a corpo, vero punto di forza della saga.

La portata delle mazzate date e ricevute cresce di capitolo in capitolo, e in quest’ultimo lungometraggio siamo all’apoteosi della sinfonia di pallottole e calci di cui è fatto il mondo di John Wick.

Tutta la trama è un pretesto per trovare un motivo per dare la caccia all’uomo nero, o Baba Yaga, e lo script non è certo il punto focale della pellicola, considerando che Keanu Reeves, in tutto, pronuncia solo 380 parole di cui il 30% sono “Yeah”.

Dopo essere sopravvissuto al colpo di pistola sparatogli dall’amico Wiston, ed essere stato scomunicato dall’organizzazione criminale della Gran Tavola alla fine del precedente capitolo, John si nasconde nei sotterranei di New York. Con un veloce recupero ed un vestito nuovo, lo vediamo quindi nel deserto del Marocco a caccia del Reggente, unico individuo al di sopra della Gran Tavola. L’organizzazione criminale però ha messo sulle sue tracce il marchese De Gramont, investito di pieni poteri per eliminare una volta per tutte John Wick. Le regole della Gran Tavola sono però incredibilmente arzigogolate per un’associazione di criminali, ed a ogni capitolo veniamo così a conoscenza di leggi interne che possono ridare l’agognata libertà al nostro killer per eccellenza.

John Wick 4 Keanu Reeves

L’azione, il cuore pulsante della saga

John Wick 4 alza di nuovo l’asticella per i film d’azione, regalando coreografie e stunt di altissimo livello, al netto della leggera inadeguatezza alle arti marziali di Keanu Reeves che, ciononostante, si applica per non sfigurare di fronte ai veri esperti del settore che affronta di film in film.

La regia di Stahelski e la fotografia di Dan Laustsen sono al completo servizio dell’azione, lasciando poco spazio ai dialoghi e alla trama, come è giusto che sia per questo tipo di film. Realismo e profondità di trama lasciano spazio alle arti marziali e alle immagini fatte di neon, riflessi e albe suggestive.

Quello che è sempre stato John Wick, picchiarsi e farlo bene, senza pensare troppo al senso logico di quello che viene messo in scena. Il duello finale, dal sapore Leoniano, svolto all’alba a Montmartre, è uno dei momenti migliori del film, insieme alla ripresa dall’alto della sparatoria all’interno della casa abbandonata.

John Wick 4 lance reddick

Da John Wick a James Bond

A compiere un salto in avanti non è solo l’azione ma anche la portata della storia e, com’è ovvio che sia, il budget.

Ripensando al primo capitolo, tutto ambientato in unico luogo, quindi in un certo senso più intimo, qui ci troviamo dalle parti di James Bond, con viaggi intercontinentali compiuti un batter di ciglia dai protagonisti. I vari personaggi si spostano infatti tra New York, Osaka, Berlino e Parigi senza soffrire di un minimo di jat lag.

In John Wick 4 i personaggi si muovono senza preoccuparsi delle conseguenza, e se un palazzo implode su stesso nel centro di New York, nessuno sembra preoccuparsene più di tanto.

Alla voce grande assente nella pellicola va iscritta di diritto la polizia: in quasi tre ore di sparatorie, perlopiù ambientante nei centri cittadini, non si vede nemmeno l’ombra di un rappresentante delle forze dell’ordine, neanche un poliziotto della Police nationale francese o del Bundestag di Berlino che passava di lì per caso. Critica sociale o pigrizia in fase di scrittura?

John Wick 4

Attori e artisti marziali

Nel quarto capitolo ritroviamo tutti i comprimari della saga: Ian McShane è Wiston, direttore del Continental, affiancato dall’amico Charon, (il compianto Lance Reddick). Laurence Fishburne è il Re, addetto al guardaroba del signor Wick. Le new entry sono rappresentate da Bill Skarsgard, che interpreta l’antagonista di turno che rivendica la pellaccia di John, il marchese De Gramont, Hiroyuki Sanada, amicone di mister Wick, nonché direttore del Continental di Osaka, Shamier Anderson, killer accompagnato da un cane (senza un cane non è un film di John Wick) e l’ex villain del primo Highlander, Clancy Brown, che interpreta un rappresentante della tavola.

Gli attori in questione servono giusto per poter prendere fiato fra un combattimento e l’altro e, come in un qualsiasi capitolo di John Wick che si rispetti, le vere star sono quelle impegnate nelle elaborate coreografie di lotta: Donnie Yen, che come in Rogue One interpreta un ipovedente, è uno dei veri artisti marziali presenti sul set, e la differenza fra lui e Keanu Reevs si vede tutta: fanno le stesse cose ma l’attore cinese sembra farle a velocità doppia.

Tra gli altri esperti del settore delle mazzate ci sono Scott Adkins, qui ingrassato con una tuta prostetica che lo fa assomigliare a Cristiano Ronaldo in sovrappeso, e Marco Zaror, scagnozzo principale del marchese.

Il lato femminile della pellicola è affidato a Natalia Tena, leader di una famiglia mafiosa russa, con residenza a Berlino e Rina Sawayama che interpreta Akira, figlia del direttore del Continental di Osaka. Marie Pierra Kakoma è invece la speaker radiofonica, della quale vediamo solo la bocca, che guida la caccia a John, in piena citazione da I guerrieri della notte.

john wick 4 keanu reeves

Che futuro attende John Wick?

Che non sia la fine della saga di John Wick ci sono pochi dubbi. Il finale è più aperto di quello che può sembrare e la scena dopo i titoli di coda può aprire le porte ad eventuali spin off. Quello che è certo è che il franchise proseguirà con Ballerina, spin off con protagonista Ana de Armas e la serie The Continental.

C’è poi la suggestione, alimentata dai fan, su un ipotetico crossover fra John Wick e Robert McCall, il personaggio di Denzel Washington nella saga di The Equalize. Keanu Reeves a tal proposito ha definito “pazzesco, fantastico” l’ipotetico scontro fra i due personaggi. In attesa di avere la risposta di Denzel Washington siamo quasi sicuri che Reeves non ha ancora appeso lo smoking, e le pistole, al chiodo.

Voi, nell’attesa, andatevi a vedere John Wick 4, se ancora non l’avete fatto.