Gio 3 Aprile, 2025

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The Flash: la recensione di un pasticcio divertente

In attesa di vedere che ne sarà del futuro dei cinecomic di casa DC dopo il reset programmato da James Gunn, arriva nei cinema The Flash, ultimo film dedicato a quel DCEU che prese vita nel 2013 con Man of Steel.

Se i film DC erano caratterizzati da una certa serietà e cupezza, quest’ultimo cinecomic è decisamente più incline ad abbracciare ormai classici stilemi visivi dei film Marvel, con la differenza che sebbene in alcuni casi la CGI dei Marvel Studios lascia un po’ a desiderare, in The Flash sembra essere tornata indietro almeno di 20 anni.

Ok, è vero che il film parla di viaggi nel tempo, ma realizzare effetti speciali cosi datati non pare una bella trovata. Viene da chiedersi dove siano finiti i 200 milioni di budget. Forse per il cachet di Michael Keaton? Oppure tutti questi soldi sono serviti per coprire gli “scivoloni” pubblici del protagonista Ezra Miller?

Al momento non ci è dato sapere molto a riguardo, quello che però è certo è che The Flash è passato attraverso mille vicissitudini: la prima data di distribuzione prevista dalla Warner risale addirittura al 2016, rimandato poi nel 2018, nel 2021, nel 2022 e, infine, nel 2023.

Nel frattempo il film è stato riscritto una infinità di volte e lo stesso regista Andy Muschietti è salito a bordo del progetto dopo il rifiuto di molti colleghi.

Oltre a tutto ciò va considerato anche il fallimento del DCEU a favore del nuovo corso firmato Gunn.

Con queste premesse è davvero un miracolo che ne sia uscito un film almeno passabile.

La trama di The Flash

The Flash parte subito col botto: la prima missione di Barry Allen è quella di salvare dei bambini che letteralmente piovono dal cielo. Gli infanti cadenti sono talmente brutti da non essere credibili nemmeno come versioni Wish del Cicciobello, con tutta la prima grande scena che è sgraziata come Giuliano Ferrara in calzamaglia in una scuola di danza classica.

Dopo aver scoperto di poter viaggiare nel tempo, Barry ha un breve discussione con Bruce Wayne/Ben Affleck sui soliti pericoli che lo spostamento su è giù per la linea temporale potrebbe comportare. Ma di fronte alla possibilità di salvare la madre, il Velocista Scarlatto se ne frega e alla velocità della luce si ritrova a Central City proprio il giorno prima di ottenere i suoi poteri.

Da qui si susseguono le solite gag legate all’incontro con il proprio doppio, con il riferimento al Ritorno al Futuro e al fatto che sia Eric Stolz e non Michael J. Fox il protagonista del film a suggerire a Barry di trovarsi in un universo parallelo.

Nel frattempo sulla Terra arriva il generale Zod (Michael Shannonn in cgi), quello di Man of Steel. In un mondo senza Superman, Wonder Woman, Acquaman, l’unico membro della Justice League esistente è Batman, quello di Michael Keaton, però, protagonista dei film del 1989 e nel 1992 diretti da Tim Burton.

I due Barry partono in missione per trovare il Pipistrello e convincerlo a fermare Zod, cercando però prima di rintracciare il Superman di questo mondo, personaggio che per rispetto delle quote rosa, è una Supergirl (Sasha Calle).

Un pasticcio divertente

Definire un film con poche parole è, solitamente, una banalizzazione. Nel caso in questione però con due parole si potrebbe trovare la sintesi perfetta che definisce il film: The Flash è un pasticcio e divertente.

Pasticcio per tutte le situazioni di produzione già elencate, ma anche per la messa in scena di molte cose: dal modo in cui corre Flash al faccione che fluttua quando il protagonista vede il passato, senza dimenticare che lo stesso viaggio nel tempo viene rappresentato come un’arena, dove sugli spalti sono presenti gli avvenimenti passati (sempre in pessima CGI) mentre Flash si ritrova all’interno di una bolla.

Anche il conflitto finale è abbastanza improvvisato. La sensazione è che Andy Muschietti si sia ritrovato tra le mani un film mai finito, modificato sotto molti aspetti a causa del reboot del DCEU.

Nonostante ciò, o forse proprio per questo, The Flash è sicuramente divertente, non per i siparietti comici o l’evidente imbarazzo e inadeguatezza di Erza Miller, ma soprattutto grazie all’iconico Batman di Michael Keaton.

The Flash o The Batman?

Viene da chiedersi se tutti i guai capitati a Ezra Miller abbiano modificato i piani per The Flash, portando quello che doveva essere una specie di comprimario, ovvero Batman, a mangiarsi completamente il film.

Chiariamo subito il Batman di The Flash non è il Batman di Burton. O meglio, lo è in quanto è quello della stessa timeline, ma costume e mezzi a parte, ha poco in comune con l’originale personaggio interpretato da Michael Keaton. Muschietti non lo inquadra mai come faceva Burton, con tutta l’aura gotica e di mistero attorno all’uomo pipistrello di Keaton che, in The Flash, praticamente svanisce.

Anche nei movimenti siamo anni luce da quello di Burton, che complice un costume dalla flessibilità pari a quella di un pilastro di cemento, erano ridotti al minimo. Qui Batman si muove come un ninja e mena che è un piacere. Il settantunenne Keaton riesce ad essere credibile come Bruce Wayne/Batman, al di là del parrucchino posticcio.

Anche la quasi esordiente Sasha Calle nei panni di Supergirl è una piacevole sorpresa, pur combinando abbastanza poco nel film.

Multiverso, ancora tu?

“Il multiverso è un concetto di cui conosciamo spaventosamente poco”, pronunciava Doctor Strange in Spiderman: No Way Home. Sono passati due anni da quel film e, nel frattempo, sono uscite tante pellicole che affrontano l’argomento degli universi paralleli, rendendo la frase dello Stregone Supremo ormai obsoleta, sia sul fronte Marvel che su quello della DC.

The Flash racconta appunto del multiverso DC, partendo dall’iconico fumetto Flashpoit ma prendendosi molte licenze e reinventando le regole un po’ a casaccio. Nel film diretto da Muschietti la teoria del multiverso risponde a un unico principio: vale tutto. Va dato atto, però, che l’utilizzo degli spaghetti per spiegare il multiverso funziona alla grande ed è uno dei modi più divertenti in cui è mai stato illustrato questo, a volte astruso, concetto.

Camei

In The Flash ci sono camei noti e alcune sorprese. Ben Affleck funziona come Bruce Wayne mentore di Barry Allen, ci sono però grossi problemi quanto indossa il costume di Batman, dalla maschera al mantello, per colpa del vero nemico del film: la CGI. Se consideriamo, poi, che molte delle altre speciali partecipazioni al film sono state realizzate al computer, è inutile che vi dica come è la resa.

Il più discusso dei camei resta, comunque, quello già annunciato di Nicolas Cage nei panni di Superman, nella versione del film mai realizzato di Burton. Per gli amanti delle curiosità cinematografiche, in The Flash vediamo Cage lottare contro un ragno gigante, proprio come richiesta che all’epoca fu fatta dal produttore William Peters per realizzare il film, ragno gigante finito poi in versione meccanica in Wild Wild West. Tutto bello nelle intenzioni, ma siccome Nicolas Cage non è mai stato sul set di The Flash, demandando tutto alla post-produzione, quello che poteva essere un qualcosa di sensazionale si è ridotto a una comparsata tecnologica alquanto brutta.

Conclusioni

Per tutte le motivazioni elencate The Flash è dunque un film a metà. Divertente ma con alcune vistose lacune, dovute alla produzione travagliata. Come capitolo finale dell’ormai archiviato DCEU si poteva fare qualcosa di meglio, ma viste le premesse anche qualcosa di molto peggio. La sufficienza è faticosamente conquistata, almeno secondo noi, fermo restando che, dopo tutto, due ore e venti di film filano via abbastanza lisce e il divertimento non latita.

Esiste già una sceneggiatura per un sequel di The Flash, film che difficilmente verrà mai realizzato visto che la sua produzione è stata legata a doppio filo con i risultati del box office, numeri che, al momento, sono davvero deludenti.

Muschietti è già stato annunciato come regista di The Brave and The Bold, altro cinecomic DC basato sui fumetti di Batman che sarà parte integrante del nuovo universo cinematografico di James Gunn. Visto le premesse, però, non sarebbe il caso di affidare i nuovi film a registi non già coinvolti nella disastrosa e sempre problematica breve vita del DCEU?

the flash ezra miller
The Flash è un film folle, sconclusionato e raffazzonato, ma proprio per questo divertente.
Pro
È un piacere ritrovare il Batman di Michael Keaton
Due ore e venti che scorrono via lisce
Contro
Una computer grafica vecchia di 20 anni almeno
Sgraziato nella messa in scena
Come cavolo corre Flash?