Gio 3 Aprile, 2025

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Le case che abbiamo perso e altri racconti dal Trofeo RiLL e dintorini – Recensione

Dal 2003 la collana Mondi Incantati pubblica i racconti fantastici vincitori del Trofeo RiLL – Riflessi di Luce Lunare. Quest’anno, arrivati alla ventunesima edizione, l’Associazione Riflessi di Luce Lunare, che pubblica con Acheron Books e il supporto di Lucca Comics and Games, ci trasporta nuovamente in racconti al di là del reale con Le case che abbiamo perso e altri racconti dal Trofeo RiLL e dintorni.

Il volume, come anche le precedenti raccolte del Trofeo RiLL, è caratterizzato da racconti legati al genere fantastico in tutte le sue declinazioni, dalla fantascienza alla distopia, dall’horror al realismo magico. Sono un’appassionata lettrice di quest’antologia annuale e, mi sento di dire, la qualità dei componimenti è sempre molto alta (ma non voglio dare anticipazioni sulla recensione!). Le case che abbiamo perso si divide in tre sezioni. Nella prima ci sono i cinque racconti premiati del Trofeo RiLL; nella seconda i racconti vincitori di alcuni concorsi internazionali gemellati con l’Associazione; e nella terza si possono leggere gli scritti vincitori di SFIDA, il concorso che RiLL riserva alle autrici e agli autori che sono arrivati una o più volte tra i finalisti al concorso.

I brani de Le case che abbiamo perso e altri racconti dal Trofeo RiLL e dintorni

Il volume prende il titolo dal racconto che si è aggiudicato il primo posto al Trofeo RiLL. Quest’anno si tratta, per l’appunto, di Le case che abbiamo perso di Francesco Corigliano. Un brano commuovente ambientato in un’epoca e in un luogo non ben definiti dove la scarsità la fa da padrone, ma soprattutto dove le abitazioni si muovono in mandrie spostandosi da un luogo ad un altro. Si tratta di un racconto caratterizzato dal senso di instabilità e precarietà della vita, una sensazione che rimane appiccicata al lettore dall’inizio alla fine del racconto. Perdendo il luogo che chiamiamo casa, cosa stiamo realmente perdendo?

Tutt’apposto di Giorgio Cappello si aggiudica il secondo posto. Il racconto è l’esilarante rappresentazione alternativa di una particolare regione del sud Italia, la quale vi sarà chiara dalle prime righe del brano. E no, non si tratta di un racconto riuscito perché viene utilizzato il dialetto, bensì grazie all’effetto martellante creato dallo stile di scrittura dell’autore e alla sua capacità di realizzare su carta scene stranianti. E comunque, in ogni palazzo c’è sempre una signora Ciaramitaro!

Giorgio Smojver è il terzo classificato del concorso del Trofeo RiLL con il racconto dal titolo I colori del Campo Santo. L’autore ci propone una misteriosa novella del Boccaccio che non sarebbe stata inserita nel Decameron con protagonisti Buffalmacco, Bruno e Calandrino, personaggi resi celebri proprio dallo scrittore toscano in ben cinque delle novelle della sua opera più famosa. Anche in questo caso, il pretesto del racconto nasce dalla volontà da parte di Buffalmacco e Bruno di prendersi gioco del povero Calandrino e, inoltre, dal ciclo di affreschi del Campo Santo di Pisa dipinti proprio da Buonamico Buffalmacco. Una storia di sogni, tranelli e magia che ci riporta nelle atmosfere dell’Italia medievale.

Valentina Schiaffini è l’autrice del quarto racconto classificato: Un ragazzo. Si tratta di un brano ambientato nell’Italia alto-medievale in cui la fatica di vivere nella povertà e nella guerra entra in contrapposizione col calore della vita di una famiglia che si forma per scelta e non per sangue. In questo contesto si mischiano le tematiche dell’esclusione del diverso, della paura e della superstizione, ma anche della magia della natura e della bontà degli esseri umani. Un esordio commuovente e coinvolgente.

Il brano arrivato quinto al Trofeo RiLL è la composizione di Francesco Pone, È stata la Palude. Si tratta del racconto di una serata decisamente movimentata in una di quelle taverne in cui si va perché non c’è nient’altro; ma un insolito odore delizioso di cibo fa accorrere tutti gli abitanti alla locanda di Niko. Chissà gli avventori a cosa dovranno questo lauto banchetto?

I fiori che sbocciano nel deserto di Guilherme Pires Correia è il primo racconto della sezione RiLL World Tour presente nell’antologia. Si tratta del brano vincitore del Premio Ataegina del 2022 (Portogallo) che ad alcuni ricorderà le atmosfere e i temi del lungometraggio d’animazione Wall-E. In questo brano vedremo il mondo attraverso gli occhi di una macchina in un mondo fortemente mutato rispetto al nostro. Ma, a differenza della pellicola Disney, la macchina protagonista è un uomo che, come molti altri, ha deciso volontariamente di trasformare il proprio corpo per non morire di fame. Cosa può accadere quando un uomo-macchina trova un fiore nel deserto?

A rappresentanza della Spagna troviamo La Pinza Storica di Talita Isla (Premio Visiones 2023). Il brano ci porta in un futuro senza Terra e senza umanità in cui i pochi sopravvissuti si trovano in capsule di salvataggio, ibernati. I protagonisti del racconto, prima della fine, realizzano una simulazione, un videogioco storico in cui poter continuare a interagire tra di loro.

Philip Machanick è l’autore di Substrato, racconto vincitore della NOVA Short Story Competition 2022 (Sud Africa). Un interessante brano che tratta temi attuali, in primis l’utilizzo delle tecnologie militari ma anche l’intelligenza artificiale. Un brano dal linguaggio alle volte tecnico e dal ritmo serrato, ma che sa essere coinvolgente e il cui finale rimetterà tutte le carte in gioco.

L’antologia si conclude con i racconti vincitori di SFIDA che, per questa edizione, ha dato come spunto tematico la comunicazione visuale avvalendosi anche della collaborazione di KomunIKON, associazione internazionale che ha creato una lingua totalmente visuale, basata su icone.

La rassegna di SFIDA si apre con Dove i morti viaggiano veloci di Alessandro Izzi. L’autore ci catapulta in un mondo ucronico che sa di antichità greco-romana ma in cui, fuori dalla polis, i morti camminano sulla terra uccidendo i vivi. Nicola Catellani in Segni di pista unisce il linguaggio visuale a una storia che ha per protagonisti dei boyscout che si trovano a vivere un’avventura che li trasporterà in un’epoca passata.

Marta Bonaventura è autrice di Petricore, un brano che ci descrive una contemporaneità al di là del reale davvero molto vicina alla nostra. In un mondo in un cui col progredire dell’età le persone smettono di parlare, la comunicazione visuale è l’ultima risorsa che si ha per poter parlare con i propri cari. E come cambia la comunicazione se si può parlare solo per immagini! Eppure i sentimenti, anche senza le parole, restano. Assuntina e la Luna è l’ultimo racconto presente nell’antologia del Trofeo RiLL. Il brano, scritto da Laura Silvestri, racconta le vicende di Assuntina che, per non consumare un matrimonio combinato, ricorrerà alla comunicazione visuale per risvegliare antichi poteri ancestrali.

Le nostre impressioni

In un periodo molto fortunato e prolifico per la letteratura fantastica italiana, che vanta le attenzioni di piccole e grandi case editrici, ma soprattutto dei lettori, l’antologia del Trofeo RiLL è un volume che meriterebbe di avere molta più diffusione. Ho speso tante parole per raccontare anche solo brevemente la trama di ciascun racconto perché tutti i componimenti dovrebbero avere spazio per un’analisi più approfondita vuoi per lo stile di scrittura, la storia, i personaggi, l’originalità dell’ambientazione, o la struttura narrativa. Questo per far capire che la qualità dei racconti è davvero molto alta e che non posso che consigliare la lettura del libro.

Per chi come me ha già letto altre antologie del Trofeo RiLL, troverà alcuni degli autori “più affezionati” al concorso. Ecco, in questo volume ci sono gli scrittori che personalmente ho più apprezzato nelle varie edizioni dell’antologia e ho preso (finalmente!) la decisione di leggere alcuni dei loro romanzi. Per quanto impulsiva e poco professionale, non c’è altra espressione che mi viene in mente per descrivere quanto mi siano piaciuti i racconti di questo volume.

Ultime note, ancora una volta, positive: ho trovato l’immagine di copertina molto affascinante e in linea con Le case che abbiamo perso; e azzeccato il nuovo font per il titolo. Insomma, tutto approvato!

Potete acquistare Le case che abbiamo perso e altri racconti A QUESTO INDIRIZZO.

Le case che abbiamo perso
Le case che abbiamo perso e altri racconti dal Trofeo RiLL e dintorni
Conclusioni
Le case che abbiamo perso e altri racconti dal Trofeo RiLL e dintorni è la ventunesima antologia che raccoglie i brani fantastici vincitori Trofeo RiLL - Riflessi di Luce Lunare, pubblicata da Acheron Books col sostegno di Lucca Comics and Games. Ogni anno l'Associazione Riflessi di Luce Lunare bandisce un concorso dedicato ai racconti fantastici "al di là del reale" e ogni anno l'antologia che ne consegue è sempre caratterizzata da racconti di qualità. In un periodo molto fortunato e prolifico per la letteratura fantastica italiana, l'antologia del Trofeo RiLL è un volume che meriterebbe di avere molta più diffusione. Tutti i componimenti inseriti nel libro dovrebbero avere spazio per un'analisi più approfondita vuoi per lo stile di scrittura, la storia, i personaggi, l'originalità dell'ambientazione, o la struttura narrativa. Insomma, non posso che consigliarlo!
Pro
I brani contenuti nell'antologia sono di ottima qualità, coinvolgenti e diversificati per ambientazione e stile di scrittura
Interessante scelta per la sezione SFIDA: leggeremo racconti che hanno come tema la comunicazione visuale
Contro
I brani sono scorrevoli e coinvolgenti... purtroppo la lettura finisce sempre troppo presto!
8
Voto finale
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