Dopo svariati tentativi il sogno “bagnato” di Ryan Reynolds si è finalmente realizzato e il suo mercenario chiacchierone è riuscito ad “accoppiarsi” con il basettone artigliato degli X- Men in Deadpool e Wolverine, terzo film dedicato all’irriverente supereroe mutante iniziata con la Fox e ora nelle mani di Disney/Marvel.
Annunciato come il salvatore del MCU, dopo gli ultimi flop al botteghino dei cinecomic Marvel, il film attualmente in sala è strabordante, eccessivo, violento e sboccato, ma ha anche dei difetti.
Deadpool e Wolverine: insieme per forza (oppure no?)
Il nostro Deadpool non sta vivendo la vita che vorrebbe, patch capelluta a parte. Il suo obbiettivo principale è infatti quello di entrare negli Avengers per essere importante, specialmente agli occhi della ormai ex Vanessa (Morena Baccarin). Tuttavia, nonostante l’invidiabile curriculum che comprende anche l’immortalità (e ovviamente l’immoralità), Deadpool però non riesce a ottenere un posto nel team-up Marvel per eccellenza, ripiegando quindi su una carriera di istrionico venditore di auto insieme all’inseparabile amico baffuto Peter (Rob Delaney).
Ma, come spesso accade, se l’eroe non va all’avventura è l’avvenuta ad andare dall’eroe: Deadpool viene rapito dalla TVA (vedere alla voce Loki) che gli propone di realizzare il suo sogno di essere importante, sogno che però ha come crudele contropartita la cancellazione definitiva del suo universo e di tutte le persone che ci vivono compresi, ovviamente i suoi affetti più cari. Il motivo dell’urgente eliminazione di questa precisa linea temporale è la perdita della sua “ancora universale” Wolverine, personaggio scomparso nel film Logan di James Mangold la cui uscita di scena sta lentamente deteriroando l’universo in questione.
Ma Wade, dopo un’iniziale eccitazione, non ci sta e realizza che l’unico modo che ha per salvare il suo mondo e i suoi amici è recuperare “un Wolverine” da uno degli infiniti multiversi per portarlo nella sua linea temporale.
Dopo svariati tentativi, Deadpool riesce a raccattare un Logan accettabile contravvenendo alle direttive della TVA che, nella persona dell’agente Paradox (Matthew Macfayden), spedisce la strana coppia mutante e rigenerante nel Vuoto, una sorta di discarica cosmica del multiverso (anche qui consigliamo di recuperare la serie TV Loki). Questo mondo polveroso e desolato, un’ambientazione in stile Mad Max che fa il verso a quello di Furiosa, con tanto di espliciti riferimenti da parte dello stesso eccentrico Deadpool, è retto dispoticamente da Cassandra Nova (Emma Corin), sorella del professor Xavier dagli incredibili poteri il cui compito è disfarsi o meno, a suo insindacabile giudizio, di tutti coloro che finiscono in questa pattumiera cosmica.
Gesù della Marvel o Giuda della Fox?
Come si era già visto nel trailer, il film gronda di camei di personaggi più o meno noti dell’universo supereroistico cinematografico che sono un vero toccasana per il cuore degli appassionati.
Ovviamente niente spoiler per rispettare chi non avesse visto il film, ma possiamo assicurarvi che ciò che, nel corso degli anni è finito nel Vuoto, Marvel l’ha raccattato anche in quella che era casa altrui…
Deadpool più che essere il Gesù della Marvel, sembra essere il Giuda della Fox e, anche se ormai le due case produttrici sono entrambe sotto l’unico tetto della Disney, il Mercenario Chiacchierone non si fa scrupoli nel sacrificare qualche ex gloria dei cinecomic targati 20th Century.
Come mostrato nei trailer c’è spazio anche per un’ondata di versioni tra le più disparate di Deadpool provenienti dai vari albi dell’eroe scarlatto: Lady Deadpool, interpretata da Blake Lively (moglie di Reynolds), Cowboy Deadpool, Baby Deadpool e anche Dogpool, il cane più brutto del mondo del quale il nostro si innamora a prima vista.
Quando vuoi fare il villain ma non ti riesce
A parte la coppia esplosiva Ryan Reynolds e Hugh Jackman, e tralasciando gli eccezionali e incredibili camei sotto spoiler, Deadpool e Wolverine delude un po’ per quanto riguarda la coppia di villain principali, personaggi abbastanza piatti anche se ben sorretti da due ottimi attori. Paradox, agente della Time Variance Authority che vuole fare carriera, interpretato dall’ottimo Matthew Mcfayden e Cassandra Nova, regina indiscussa del Vuoto interpretata da Emma Corrin. I due attori inglesi cercano di fare il possibile per dare spessore a due personaggi che, purtroppo, hanno la stessa consistenza di una gelatina al mirtillo.
La maschera sotto la maschera
Deadpool per Ryan Reynolds è una seconda pelle. L’attore canadese è sempre strabordante quando si tratta di prendere e prendersi in giro, perfettamente a suo agio dietro la maschera e dietro il trucco sfigurante.
Deadpool e Wolverine è un Ryan Reynolds Show, con una spalla non comica impersonata dall’esplosivo e maestoso Jackman. Il film di Shawn Levy, più dei precedenti capitoli, se ne frega di avere una trama lineare e comprensibile e punta tutto sull’azione, sulla violenza, l’umorismo e i costanti riferimenti meta cinematografici, sfondando più volte la quarta parete ma facendolo con una leggerezza che rende il tutto davvero credibile.
Shawn Levy: buona la prima
Deadpool e Wolverine è il primo film sul mercenario chiacchierone diretto da Shaw Levy, regista che negli ultimi anni è diventato una sorta di estensione di Ryan Reynolds, un po’ come Christopher Mcguire è un estensione di Tom Cruise. Gli ultimi due film di Levy infatti hanno come protagonista l’attore canadese (Free Guy e The Adam Project) e, dopo Tim Miller, regista del primo Deadpool e David Leitch, regista di Deadpool 2, era abbastanza scontato che lo sgabello da regista passasse sotto le terga di Levy.
Levy riesce a costruire un buon film, carico di azione ben girata e con un buon ritmo, non aiutato di certo da uno script che non sta in piedi, cosa che probabilmente non è il focus di un film come Deadpool e Wolverine.
Deadpool e Wolverine è il colpo di spugna di Marvel allo scellerato Multiverso?
Deadpool e Wolverine sembra essere una sorta di manifesto Marvel contro sé stessa e la forzata ed esagerata introduzione del Multiverso attraverso serie TV tutt’altro che convincenti e assorbimenti di altri franchise senza un piano preciso.
Lo spettatore medio, per addentrarsi in questo mondo fumettistico e continuare ad andare al cinema rinunciando al carisma di Robert Downey Jr., Chris Evans, Mark Ruffalo, Scarlett Johansson, Chris Hemsworth e Jeremy Renner, è stato “convinto” dai Marvel Studios ad accettare un Multiverso che cambia continuamente le regole del gioco, rendendo i film interessanti più per la messa in scena che per la storia che vogliono raccontare.
Si tratta di un approccio ben diverso da quello osannato dai veri fan dei fumetti, quel certosino lavoro fatto da Kevin Feige all’inizio dell’era Marvel al cinema, quando in 11 anni e 25 film si è riusciti a portare avanti un’unica trama di base in un crescendo di hype ed emozioni fumettistiche culminati con l’apoteosi di Avengers: Endgame.
Avengers: c’è un posto per Deadpool?
Con la scusa del multiverso, i ritorni dal mondo dei morti o da altri franchise sono all’ordine del giorno, come recentemente dimostrato da Robert Downey Jr anche se quest’ultima mossa sembra più un disperato tentativo di Marvel di tenere alta l’attenzione del fandom su una Fase 5 tutt’altro che memoriabile.
Visto il continuo desiderio di Deadpool di voler far parte degli Avengers e il continuo rinfacciare a Hugh Jackman, da parte di Wade durante il film, che l’attore australiano dovrà vestire i panni di Wolverine fino ai 90 anni, sembra quasi scontata la presenza dei due personaggi nei prossimi film dedicati ai Vendicatori.
Certo, un personaggio come Deadpool che sfonda la quarta parate come se non ci fosse un domani, probabilmente stonerebbe in un film come Avengers: Doomsday che si prevede emotivamente carico, ma potrebbe tornare utile per spiegare agli spettatori, ad esempio, perché il nuovo main villain dell’Universo Cinematografico Marvel abbia la stessa faccia del suo eroe più rappresentativo.