Mercurio Loi in un’intensa stori scritta da Bilotta e disegnata da Massimiliano Bergamo!
Bilotta con gli splendidi disegni di Massimiliano Bergamo ci riporta nel mondo di Mercurio Loi con il numero 7 della serie regolare La testa di Pasquino. Ci eravamo persi nei bivi del numero 6, ispirato al mondo dei librogame, ma il senso di smarrimento ci resta addosso anche nel numero appena uscito in edicola. Il tema dichiarato da Bilotta stesso nel suo piccolo saggio metafilosofico con cui introduce ogni albo รจ questa volta il tempo e forse proustianamente il tempo perduto e la sua ricerca che รจ sempre una ricerca di sรฉ o meglio del sรฉ piรน profondo.
A interrogarsi sul proprio passato e sul senso della propria vita sono il professor Scaccia, antico maestro di Mercurio, e il capitano dei carabinieri, padre del nuovo assistente del professore. I due (che con ottimo stratagemma narrativo non si incontreranno mai per tutte le 94 tavole) sono costantemente accostati e confrontati. Le loro figure oscillano tra il malinconico e il tragico e il loro destino finale รจ simbolico della differenza tra un uomo libero e un uomo prigioniero della propria maschera.
Come al solito raccontare una storia di Bilotta รจ molto difficile senza cadere in spoiler, ma i colpi di bravura sono tanti e direi niente affatto fini a se stessi (come mi erano parsi nei primi due numeri ad esempio). La trama รจ orchestrata alla perfezione e offre gran spazio alla riflessione (il tema della violenza del potere รจ sempre un filo conduttore di sottofondo) senza negarsi allโazione e alla suspense fino allโultima pagina. Quello che accade nella scena finale (se realmente successo) รจ da applausi a scena aperta: lโapparizione di un personaggio malvagio รจ davvero sviluppata in modo inaspettato e coraggioso. Bilotta pare dirci che tutto puรฒ accadere nelle pagine di Mercurio Loi. Ah… forse potrei aggiungere un altro dato che ha dellโincredibile: Mercurio effettivamente dice due parole in tutto lโalbo! Penso che sia un unicum.
La costruzione del mondo di Mercurio si approfondisce ulteriormente con belle pagine che descrivono il comando dei carabinieri, le locande e i ruderi sulle vie delle campagne romane. E poi scopriamo chi รจ Pasquino (ma forse lo sapevamo giร , no?). Come giร detto i disegni sono davvero di altissimo livello e sono sostenuti da una colorazione mai invadente e sempre funzionale alla narrazione. Grazie a Bilotta per questa nuova scorribanda romana dove ci perdiamo e ci ritroviamo e ci scopriamo noi e diversi da noi.