Dom 6 Aprile, 2025

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USS Callister: niente spin-off e, forse, è meglio così

Lo spazio è infinito, certo. Ma la pazienza? Decisamente no. Provate a chiederlo all’equipaggio della USS Callister, intrappolato per anni in una galassia virtuale governata da un dio sadico con la faccia di Jesse Plemons.

Mentre cresce l’attesa per Black Mirror 7, arriva la notizia che questa mezza parodia di Star Trek e mezza critica feroce alla cultura geek tossica che ha rischiato di diventare qualcosa di molto più grande, resterà invece un episodio di Black Mirrot, anzi… due, visto che ritroveremo la USS Callister nella nuova stagione.

Nonostante l’enorme successo ottenuto e l’ondata di entusiasmo generale che aveva fatto pensare a uno spin-off, una miniserie e perfino a un film, la pandemia e lo sciopero che ha messo in ginocchio Hollywood ha cancellato ogni, seppur fondata, speranza di un prodotto a sé stante.

La USS Callister chiuderà la sua avventura con la settima stagione di Black Mirror

Tuttavia, l’ambizione ha trovato forma in USS Callister: Into Infinity, l’episodio che chiuderà la settima stagione di Black Mirror il prossimo 10 aprile. Si tratta di un sequel vero e proprio, ma nel formato che Charlie Brooker sa maneggiare meglio: l’antologia. Un ritorno, sì, ma con il freno a mano tirato.

black mirror 7 USS Callister

“Di tutte le storie che abbiamo raccontato, questa sembrava quasi un pilot per una serie,” ha detto Brooker a Deadline. “Ma girare il sequel è stato come risolvere un cubo di Rubik… su un monociclo.”

E così rieccoci: Nanette Cole (Cristin Milioti), ormai al comando, guida l’equipaggio tra i pixel di un universo virtuale popolato da 30 milioni di giocatori. Un MMO cosmico, dove l’obiettivo non è vincere, ma sopravvivere e mantenere un briciolo di sanità mentale. Plemons? Fuori dai giochi. Michaela Coel? Anche. Ma il resto del cast? Pronto a salpare di nuovo nel vuoto digitale.

“Ogni episodio di Black Mirror è come un pilot”, ha detto la co-produttrice Jessica Rhoades. “Charlie crea questi mondi meravigliosi e poi è costretto a dirgli addio. Questa volta, invece, ci siamo detti: e se restassimo ancora per un po’?”

Uno spin-off? Forse sì, ma anche no

La domanda, però, resta sospesa nello spazio come un’astronave senza carburante: avrebbe funzionato davvero una serie limitata su USS Callister?

Certo, l’universo creato da Brooker è affascinante. Un microcosmo digitale dove le coscienze vivono intrappolate, ribellandosi a un despota con problemi di autostima. Temi ricchi, attuali, perfetti per lo streaming. Ma è proprio la brevità, la compressione brutale della narrazione, a rendere USS Callister così efficace.

Prolungarla? Rischioso. Sarebbe diventata una versione tech-noir di The Orville? O peggio, un clone stanco di sé stesso?

Forse il nuovo episodio rappresenta il giusto compromesso: un’estensione narrativa che non snatura il concept originale. Un “what if?” che resta tale, senza trasformarsi in franchise. Perché Black Mirror non è la Marvel e, alla fine, va bene così.

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